Superbonus hotel 80% e fondo garanzia PMI del settore turistico, Scoprili!

Il decreto approvato il 6 novembre introduce il superbonus hotel 80% e contributi a fondo perduto

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Buone notizie in arrivo per le imprese del settore turistico. Sono infatti in arrivo due nuove agevolazioni fiscali che faranno la gioia di quanti hanno un’attività in questo settore.

Lo scorso 6 novembre 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto per l’attuazione del PNRR ovvero il Decreto Legge n. 152. Grazie a questo decreto il Governo cerca di agevolare la ricezione delle misure contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che a sua volta servirà a favorire la ripresa economica del nostro paese.

Ed è proprio in questo Decreto PNRR che sono contenute le nuove agevolazioni per il settore turistico che sono sostanzialmente due:

  1. Credito d’imposta per gli Hotel e le strutture turistiche dell’80% (Superbonus Hotel 80%) per le spese sostenute per gli interventi di cui di seguito, compresa anche la progettazione;
  2. Contributi a fondo perduto per le imprese di cui parliamo qui.

E sono proprio queste due misure, in particolare il superbonus hotel 80%, gli argomenti che andiamo ad approfondire in questo articolo.

Alcune precisazioni

Prima di procedere nella nostra disamina del superbonus hotel 80% e del fondo di garanzia delle PMI ci sono alcune precisazioni da fare.

Sebbene il decreto PNRR sia stato già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, per la sua applicabilità manca ancora l’avviso o con le modalità di accesso e di applicazione per l’erogazione degli incentivi. La Pubblicazione di questo avviso sarà compito del Ministero del Turismo che dovrà pubblicarlo entro 30 gg. dalla presentazione in Gazzetta Ufficiale.

Inoltre gli incentivi introdotti dal decreto PNRR non saranno erogati a tutti coloro che ne faranno richiesta. Le risorse da dedicare a questi fondi sono limitate e pertanto le agevolazioni saranno concesse in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande. In particolare, le risorse economiche sono così suddivise:

  • 100 milioni di euro per l’anno 2022,
  • 180 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024,
  • 40 milioni di euro per l’anno 2025.

Beneficiari delle agevolazioni

I beneficiari del Superbonus hotel 80% del fondo di garanzia per le PMI sono i seguenti:

  • alberghi,
  • agriturismi,
  • campeggi,
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale,
  • stabilimenti balneari,
  • impianti termali,
  • porti turistici,
  • parchi tematici.

Il credito d’imposta del Superbonus hotel 80%

La misura del superbonus hotel 80% non è altro che un credito d’imposta che le imprese del settore turistico potranno ottenere dopo aver sostenuto le spese per gli interventi ammissibili. Interventi che, prenderemo in esame più avanti, anche se, possiamo già anticipare che il meccanismo sarà simile a quello del Superbonus 110%.

Il credito d’imposta ottenuto potrà quindi essere utilizzato principalmente in due modi.

  1. Il primo, quello più classico, è quello di utilizzarlo in compensazione nella dichiarazione dei redditi a partire dall’anno successivo degli stessi. Sarà possibile utilizzare questa opzione presentando il modello F24 all’A.d.E. tramite i servizi telematici. Il suo ammontare non deve eccedere l’importo concesso dal Ministero del turismo, pena lo scarto dell’operazione di versamento.
  2. Il secondo modo è quello di optare per la cessione del credito. Anche il credito d’imposta del superbonus hotel 80%  sarà infatti cedibile, tutto o in parte. Sarà sempre valida inoltre la facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, comprese le banche e gli altri intermediari
    finanziari.

Specifichiamo inoltre che sarà Il Ministero del Turismo a trasmettere all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse a fruire dell’agevolazione e l’importo del credito concesso, unitamente a quello del contributo a fondo perduto.

Interventi ammessi al superbonus hotel 80%

Gli interventi che possono far accedere al superbonus hotel 80% sono i seguenti:

  • interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche, (conformità alla legge 9 gennaio 1989, n.13 e al decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503);
  • interventi edilizi di manutenzione straordinaria interventi di ristrutturazione edilizia l’installazione di manufatti leggeri, funzionali alla realizzazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria (articolo 3, comma 1, lettere b), c), d) ed e.5), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380);
  • realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali, relativi agli stabilimenti e aziende termali (articolo 3 della legge 24 ottobre 2000, n. 323);
  • spese per la digitalizzazione (articolo 9, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83).

Contributi a fondo perduto per imprese

Specifichiamo subito che il contributo totale che potrà essere erogato alle imprese non deve essere superiore al 50% delle spese sostenute per gli interventi e comunque non superiore al limite massimo di 100.000 euro.

Abbiamo specificato subito l’esistenza di questo paletto, perché i contributi per le PMI individuati dal Decreto PNRR sono diversi. In particolare è previsto un contributo massimo di 40.000 Euro fruibile anche nel caso in cui l’impresa turistica non usufruisca del credito d’imposta generato dal Superbonus Hotel 80%.

Tuttavia, adesso capirete anche il perché della precedente precisazione, il contributo che abbiamo appena citato è cumulabile anche con altri. In particolare con i seguenti importi:

1) 30.000 €  se l’intervento sostenuto dall’impresa turistica prevede una quota di spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica di almeno il 15% dell’importo totale dell’intervento;

2) 20.000 € se l’impresa o la società che operano nel turismo hanno i requisiti per:

  • l’imprenditoria femminile,
  • per le società cooperative e le società di persone, costituite in misura non inferiore al 60% da giovani (18-35 anni),
  • società di capitali le cui quote di partecipazione sono possedute in misura non inferiore ai due terzi da giovani e i cui organi di amministrazione sono costituiti per almeno i due terzi da giovani,
  • imprese individuali gestite da giovani.

3) 10.000 € se l’impresa si trova nei territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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