Cessione del credito e sconto in fattura: ecco come fare! Ecobonus360.it

Home » Blog-2 » Cessione del credito e sconto in fattura: ecco come fare

Non molti sono a conoscenza che la quasi totalità delle iniziative fiscali che sono state correlate alle manovre intraprese dal Governo per contrastare il covid19 – nello specifico parliamo di Bonus facciate 90%, Ecobonus 65% e bonus ristrutturazioni 50% – in realtà erano già presenti nell’ordinamento da un bel pezzo e funzionavano a stento a causa della ridotta disponibilità economica dei clienti che dovevano sopportare la spesa per intero e poi fare la cessione del credito alla banca solamente a lavoro finito.

Cosa sono cessione del credito e sconto in fattura

Per ovviare a ciò, intelligentemente, il nostro Esecutivo ha deciso di introdurre grazie al D.L Rilancio 2020, lo sconto in fattura, una particolare modalità per la quale il cliente pagherà solamente la quota parte rimanente del bonus di cui usufruisce, effettuando la cessione del credito all’impresa che gli esegue i lavori oppure alla banca che ne ha finanziato una parte.

In questa maniera, dunque, viene inserito nell’ordinamento un meccanismo per cui è possibile scegliere se sostenere integralmente le spese di un lavoro detraibile e poi operare in maniera autonoma la cessione del credito oppure rivolgersi direttamente all’impresa per farsi operare la sconto in fattura.

In linea generale, si può quindi affermare che la cessione del credito avviene a fronte della maturazione di un credito d’imposta a seguito dell’usufrutto di un bonus fiscale per la parte eccedente il bonus stesso; lo sconto in fattura, invece, consiste nell’usufruire di un bonus in maniera indiretta, chiedendo all’impresa che esegue i lavori detraibili di scontare l’importo nella misura indicata dal bonus, recuperando poi la parte in eccedenza come credito di imposta che l’impresa potrà poi a sua volta cedere a terzi per fare liquidità, oppure scontarlo dalle tasse per la percentuale indicata per quella determinata annualità.

Quali sono le detrazioni a cui si possono applicare cessione del credito e sconto in fattura?

Le fonti legislative in merito ai bonus che possono essere oggetto di cessione del credito e sconto in fattura sono elencate all’interno del già nominato Decreto Rilancio, precisamente all’articolo 121 comma2, il quale elenca in maniera esaustiva:

  • Recupero patrimonio edilizio, c.d. Bonus Ristrutturazione. Nel caso di sconto in fattura, la dicitura da indicare al momento della stesura della stessa è ”art.16-bis comma 1, lettera a) e b) D.P.R 917/1986. In queste detrazioni rientrano le manutenzioni ordinarie e straordinarie per il risanamento di edifici a uso abitativo, anche condomini.
  • Efficientamento energetico, è questo il caso di Ecobonus 50% e SuperBonus 110%, le cui procedure sia per lo sconto in fattura che per la cessione del credito sono aggravate da controlli ferrei e redazioni di APE (attestazione di prestazione energetica) e asseverazioni da parte di tecnici.
  • Efficientamento antisismico, c.d. SismaBonus, è permesso in quelle zone ad alto rischio sismico dove è alta la possibilità di disastro di edifici.
  • Bonus Facciate, in cui rientrano tutti quei lavori per cui si interviene sulle parti esterne di edificio che sono visibili da strade di pubblica viabilità, ovvero pareti, frontalini, balconi, grondaie e simili. In questi casi, il cliente potrebbe essere molto invogliato dalla percentuale di bonus che corrisponde al 90% del credito.

Differenza cessione del credito e sconto in fattura

La differenza fra sconto e cessione, fondamentalmente, risiede nell’individuazione del soggetto che usufruirà, una volta maturato, del credito di imposta relativo al bonus fiscale di cui si è usufruito.

Per essere chiari, prendiamo ad esempio il caso in cui il committente decida di ristrutturare casa sua tramite il bonus 50%. Per fare questo lavoro, decide di non chiedere lo sconto in fattura ma di sostenere in maniera integrali le spese dei lavori: per questo motivo, l’impresa eseguirà periodicamente le fatture che il committente pagherà. A fine del lavoro, quest’ultimo troverà nel suo cassetto fiscale, l’ammontare residuo detraibile, in questo caso il 50% delle spese sostenute, che potrà poi utilizzare per detrarlo dalle annualità IRPEF dovute allo Stato oppure cederlo a sua volta ad un istituto di credito come la banca, la posta, oppure un intermediario finanziario, dietro la corresponsione di un pagamento, detratto sicuramente da una percentuale fissa delle banca.

A causa di queste lungaggini e della necessità di anticipare la spesa, oltre che subire una trattenuta per una eventuale cessione alla banca, molti clienti potrebbero richiedere di optare per lo sconto in fattura, il quale prevede comunque la maturazione di un credito d’imposta per la parte eccedente al bonus usufruito, con l’unica differenza che questa volta il credito maturato sarà dell’impresa o del soggetto che effettua i lavori. Sarà poi compito di quest’ultimo monetizzare come meglio crede questo credito d’imposta, potendo scegliere di venderlo a qualcuno oppure portarlo in detrazione dalle tasse o altre spese con il fisco come i DM10.

Ma come si fa lo sconto in fattura?

Esempio di sconto in fattura

Per fare lo sconto in fattura è innanzitutto necessario un accordo, che può anche essere verbale, fra l’impresa esecutrice dei lavori, la quale deve accertarsi che il soggetto beneficiario della detrazione – ossia il committente – sia idoneo a ricevere il beneficio, sia da un punto di vista soggettivo che oggettivo.

Fatto ciò, bisogna aver ben cura di indicare, al momento dell’emissione della fattura, il tipo di bonus per cui si sta eseguendo lo sconto, avendo cura di non sbagliare. Inoltre, il committente dovrà pagare con bonifico parlante, pena l’invalidità del beneficio, a cui conseguirà la non maturazione del credito d’imposta.

Per fare un esempio pratico, nel caso di un lavoro di ristrutturazione eleggibile per il bonus 50%, l’impresa emetterà una fattura pari al totale dell’importo da pagare, es. 5.000€, scontata del 50% con precisa indicazione della legge che lo permette. Il cliente dovrà pagare solo 2.500€ e il giorno 10 del mese successivo al pagamento della fattura, il credito sarà maturato e pronto per essere ceduto all’impresa.Come si fa la cessione del credito d’imposta

Differenza cessione del credito e sconto in fattura

Per cedere la detrazione, comunque, è necessario comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. Sul sito ufficiale dell’Agenzia è infatti disponibile un’apposita sezione relativa ai servizi per comunicare tutti i movimenti di cessione dei crediti di imposta. Questo meccanismo va comunque rispettato anche in caso si sia optato per lo sconto in fattura: per questo motivo è necessario che tu metta subito al corrente il tuo cliente che dovrà poi cederti manualmente il credito, oppure fargli firmare un’apposita delega per cui se ne occuperà il tuo commercialista.

Arrivo al sito dell’Agenzia delle Entrate bisogna loggarsi con lo spid o le credenziali e selezionare la voce relativa alla comunicazione opzione dello sconto\cessione. Verrà visualizzato a schermo un modello che bisognerà compilare in base al tipo di bonus e inviare all’Agenzia stessa, la quale verificherà i dati e rilascerà entro 5 giorni la ricevuta di accettazione della richiesta di cessione\sconto in fattura.

Solamente nel caso di Supebonus 110% gli adempimenti per comunicare la cessione del credito saranno più gravosi, soprattutto per quanto riguarda la sussistenza dei presupposti necessari ad essere ritenuti idonei alla detrazione.

In ogni caso, per ogni credito maturato, la comunicazione della cessione del credito deve essere fatta entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello dello sconto in fattura o sostenimento delle spese, pena la perdita del beneficio.

Cessione del credito alle banche e agli intermediari finanziari

Molti grandi gruppi bancari o creditizi si sono mossi al momento dell’introduzione di questi bonus per acquistare in massa questo credito d’imposta. Ogni banca possiede le proprie percentuali e procedure, per questo motivo è bene rivolgersi direttamente alla propria filiale per saperne di più.

In ogni caso, per quanto riguarda la cessione del credito del SuperBonus 110%, vengono applicati buoni tassi e c’è addirittura la possibilità di farsi anticipare in toto il valore dei lavori.

CONTATTII nostri recapiti
IT NATION S.R.L. P.Iva 06819510824
DOVE TROVARCIEcco dove trovarci
https://www.ecobonus360.it/wp-content/uploads/2021/05/img-footer-map-itay.png
GLI INDIRIZZIDove siamo
Milano: Via San Gregorio n. 55, CAP 20124
Perugia: Via Settevalli n. 544, CAP 06129
Pistoia: Via Cappelli 1, Serravalle Pistoiese, CAP 51034
MEMBRI DI
https://www.ecobonus360.it/wp-content/uploads/2021/05/Quantico-business-white.png
CONTATTII nostri recapiti
DOVE TROVARCIEcco dove trovarci
https://www.ecobonus360.it/wp-content/uploads/2021/05/img-footer-map-itay.png
GLI INDIRIZZIDove siamo
Milano: Via San Gregorio n. 55, CAP 20124
Perugia: Via Settevalli n. 544, CAP 06129
Pistoia: Via Cappelli 1, Serravalle Pistoiese, CAP 51034
MEMBRI DI
https://www.ecobonus360.it/wp-content/uploads/2021/05/Quantico-business-white.png

Copyright by Evo Sistemi di Cirone Simone. Tutti i diritti riservati.

Copyright by Evo Sistemi di Cirone Simone. Tutti i diritti riservati.