Cessione del credito multipla superbonus 110 si o no? Le ultime novità

Torna la cessione del credito multipla ovvero per 3 volte dopo la prima cessione. Ma solo in favore di banche, imprese di assicurazione e intermediari finanziari

Home » Blog-2 » Cessione del credito multipla superbonus 110: come comportarsi prima dell’entrata in vigore

 

Finalmente, dopo tanta attesa e richiesta da parte delle imprese e delle categorie di settore, venerdì scorso è stato approvato dal governo il decreto che permette la successiva cessione del credito dopo la prima volta. Il credito potrà essere ceduto però solamente alle banche ed agli altri intermediari sottoposti alla vigilanza della Banca D’Italia.

La cessione del credito multipla potrà essere effettuata per un massimo di tre volte (ne parliamo anche qui) per quanto riguarda sia il superbonus che gli altri bonus edilizi. Inoltre il credito non potrà formare oggetto di cessioni parziali dopo la prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate. Per evitare ciò il decreto prevede l’apposizione di un codice identificativo univoco per consentire la tracciabilità delle cessioni.

Abbiamo cercato di fare il punto su queste novità insieme ai nostri esperti qui di seguito.

Il blocco relativo alle cessioni multiple

Con il Decreto Legge 4/2022 o decreto Sostegni-ter, il Governo ha disposto per i crediti edilizi, ex art.121 del D.L. 34/2020, decreto Rilancio, il blocco alle cessioni multiple. Con l’intento di contrastare le frodi nel settore delle agevolazioni fiscali.

Nello specifico:

  • i beneficiari delle detrazioni come superbonus, ecobonus e bonus ristrutturazioni potranno cedere il relativo credito ad altri soggetti, ivi compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. Questi ultimi però non potranno a loro volta cedere il credito acquistato.
  • in caso di sconto in fattura praticato dai fornitori costoro potranno cedere il relativo credito ad altri soggetti. Tra questi rientrano gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari che, tuttavia, non possono procedere con ulteriori cessioni.

Non sono sottoposti al blocco delle cessioni del credito multiple, i crediti ceduti anche più volte, per i quali la relativa comunicazione all’Ade sia avvenuta prima del 17 febbraio 2022, ossia entro il 16 febbraio 2022. Per tali crediti rimane comunque la possibilità della loro cessione è ammessa la possibilità di ulteriore cessione verso i soggetti individuati dalla legge. Il numero di cessioni ed acquisti del credito rimane, per questi crediti, illimitato. L’unica cosa che cambia è che, l’ulteriore cessione può essere effettuata a partire da questa data.

Cosa prevede il nuovo decreto legge? Cessione successive solo in favore di banche e intermediari

Il blocco alle cessioni del credito multiple ha provocato una dura reazione soprattutto da parte delle imprese edili e di tutte quelle imprese edili e di tutte quelle imprese

Il blocco alle cessioni multiple ha provocato una dura reazione soprattutto da parte delle imprese edili e di tutte quelle imprese che fanno parte dell’indotto ristrutturazioni. Infatti, porre un divieto simile, significa porre fine al mercato delle cessioni dei crediti edilizi. Con conseguente blocco anche dei cantieri già avviati.

Da qui, il Governo, con l’intento di porre rimedio alle gravi conseguenze causate dal decreto Sostegni-ter, venerdì scorso ha adottato un nuovo decreto legge.

Come cambia la cessione del credito multipla del superbonus e degli altri bonus ordinari?

Il nuovo decreto ammette due ulteriori cessioni, dopo la prima cessione in favore di altri soggetti terzi. Le due ulteriori cessioni possono essere effettuate solo in favore di:

  • banche e intermediari finanziari iscritti all’albo previsto dall’art. 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia,
  • società appartenenti a un gruppo bancario iscritto all’albo di cui all’art. 64 del predetto testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia,
  • imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia ai sensi del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209.

Tali novità dovrebbero entrare in vigore già subito dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Ulteriori novità

Il decreto specifica che i crediti in esame non possono formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione comunicata all’Agenzia delle entrate.

E’ per questo motivo che al credito è attribuito un codice identificativo univoco che dovrà essere indicato nelle comunicazioni al Fisco delle eventuali successive cessioni del credito.

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