Cessione del credito d'imposta: clicca e scopri perché conviene!

Cos’è la cessione del credito d’imposta?

La cessione del credito di imposta è la possibilità di trasferire la detrazione fiscale che un beneficiario ha ottenuto a soggetti terzi.

I beneficiari della detrazione fiscale, in cambio di questa cessione del credito d’imposta una somma di denaro immediatamente disponibile. Potrebbe essere questo, ad esempio, il caso dei lavori di riqualificazione energetica previsti dal Superbonus 110 oppure da altre misure che prevedono la possibilità di cedere il credito d’imposta.

La cessione del credito d’imposta, quindi, è un meccanismo che cerca di favorire lo smobilizzo immediato del credito vantato verso il fisco (o comunque nel più breve tempo possibile).

Per questo motivo è una delle soluzioni che recentemente è stata utilizzata per favorire la ripresa economica anche se non sotto forma liquida. Grazie a questa vera e propria “moneta fiscale”, imprese e cittadini non devono versare materialmente il corrispettivo dovuto con il risultato perché possono contare anche sullo sconto in fattura.

I soggetti a cui è possibile cedere il credito d’imposta

I soggetti a cui è possibile cedere il credito d’imposta, in cambio di una contropartita come, ad esempio, un sostanzioso sconto in fattura sono:

  • una banca (o un intermediario finanziario) quindi anche un’assicurazione;
  • l’impresa che ha effettuato lavori per te;
  • soggetti privati come condomìni, società, enti o professionisti.

Quando si può cedere il credito di imposta

I bonus fiscali per i quali si prevede la possibilità di ricorrere alla cessione del credito d’imposta sono i seguenti:

  • interventi coperti dal “Superbonus 110%”;
  • efficientamento energetico (“ecobonus”) o messa in sicurezza antisismica (“sismabonus”) di un immobile, a detrazione decennale;
  • installazione di pannelli e impianti fotovoltaici;
  • recupero o restauro delle facciate degli edifici (c.d. “bonus facciate”) anche questi detraibili in 10 anni;
  • interventi di ristrutturazione edilizia (comprese opere di manutenzione, restauro ed eliminazione delle barriere architettoniche), per i quali sono previste detrazioni decennali;
  • installazione di colonnine di ricarica per autoveicoli elettrici.

Come funziona la cessione del credito d’imposta

Per spiegare come funziona la cessione del credito d’imposta ci affidiamo ad un esempio.

Poniamo il caso in cui tu abbia effettuato dei lavori di riqualificazione energetica rientranti fra quelli previsti nel Superbonus 110%. In questo caso, a fronte di una spesa ipotetica di 10.000 €, avresti diritto ad una detrazione di 11.000 euro.

A questo punto quindi dovresti scegliere tra le seguenti opzioni:

  1. optare con il tuo installatore o impresa esecutrice per lo sconto in fattura. Sarà quindi l’azienda che esegue i lavori ad ottenere un credito fiscale pari alla % agevolata;
  2. pagare l’intera somma delle opere e scontare questa somma dalle tasse che dovresti pagare. Lo sconto è fruibile in rate di uguale importo suddivise nei successivi 5 anni nel caso del Superbonus 110 (2.200 euro all’anno). Le altre detrazioni elencate nel paragrafo precedente sono invece detraibili normalmente in 10 anni.
  3. Attendere la scadenza per la presentazione del tuo certificato unico e cedere il credito d’imposta all’impresa che ha effettuato i lavori. Per ripagarti di questa cessione, l’impresa potrà offrirti quindi uno sconto in fattura pari al costo totale dei lavori che hai effettuato quindi, in questo caso, di 10.000€. L’impresa potrà poi decidere a sua volta se cedere ulteriormente il credito, oppure se detrarlo direttamente dalle proprie tasse.
  4. Se sei un’impresa che realizza le opere, a seguito dell’opzione dello sconto in fattura, puoi anche decidere di cedere il credito d’imposta a banche o altri intermediari finanziari. In questo caso è necessario operare un ulteriore distinzione:
    • nel caso in cui la banca o l’intermediario abbiano finanziato i lavori, il titolare dell’immobile, una volta ceduto il proprio credito d’imposta, sarà tenuto a restituire alla banca solo la differenza tra gli interessi e l’ammontare della detrazione.
    • Il beneficiario può ottenere dall’istituto di credito un prestito pari alla detrazione al netto degli interessi per anticipare le somme come disponibilità liquida e pagare le opere.

Cessione del credito d’imposta dopo le modifiche del DL 157 e della legge di Bilancio 2022

Il Decreto Antifrodi o DL 157 entrato in vigore lo scorso 11 novembre 2021 contiene ulteriori controlli sulle domande per la cessione del credito d’imposta con l’obiettivo di evitare frodi nei confronti dello stato italiano.

Per optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito d’imposta, il contribuente deve:

  • presentare il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione per tutti i bonus fiscali edilizi diversi dal Superbonus (elencati al comma 2, art. 121 del D.L. 34/2020), e per i casi in cui il Superbonus è utilizzato dal beneficiario direttamente in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, tranne che nei casi in cui la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente attraverso la precompilata o tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale;
  • richiedere che un tecnico abilitato asseveri la congruità delle spese sostenute secondo le disposizioni dell’art. 119, co. 13-bis, del DL 34/2020.

Successivamente, la Legge di Bilancio (art. 1, c. 29, lett. b) Legge n. 234/2021) ha stabilito che, a decorrere dal 1° gennaio 2022, l’obbligo del visto di conformità e dell’attestazione della congruità delle spese previsto per la cessione del credito o lo sconto in fattura non si applica per i Bonus diversi dal Superbonus alle opere già classificate come attività di edilizia libera e agli interventi di importo complessivo non superiore a 10.000 euro, eseguiti sulle singole unità immobiliari o sulle parti comuni dell’edificio, fatta eccezione per gli interventi del Bonus facciate.

Il DL Sostegni-ter ed il DL Correttivo

Il DL Sostegni-ter, o Decreto Legge 4/2022 introduce una vera e propria “nuova cessione del credito d’imposta” limitando la possibilità di usufruire di questo meccanismo ad una volta soltanto.

Tuttavia, dopo le numerose proteste di parlamentari ed associazioni di settore il governo ha approvato quello che è un vero e proprio Decreto Correttivo (Dl n. 13/2022) al DL Sostegni ter che introduce il limite massimo di 3 passaggi per quanto riguarda la cessione del credito. Ciò sarà possibile a patto che queste cessioni avvengano esclusivamente fra intermediari iscritti all’albo previsto dall’articolo 106 del Tub.

Infine viene introdotto un “bollino blu”, o codice univoco, di garanzia sul credito affinché i successivi acquirenti siano in grado di verificarne la bontà evitando così il rischio di passaggi occulti verso società fittizie che acquistano crediti inesistenti. Il “bollino blu”, sarà obbligatorio a partire da maggio 2022, ed andrà indicato nelle comunicazioni all’Agenzia delle Entrate relative a tutte le operazioni di cessione dei crediti

I vantaggi della cessione del credito

I vantaggi della cessione del credito sono quindi sostanzialmente due, i seguenti:

  • Disponibilità delle somme in forma anticipata rispetto al godimento ordinario delle detrazioni;
  • Il beneficiario della detrazione non deve obbligatoriamente avere un reddito. Può quindi anche essere un soggetto “incapiente”.

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