Costi conto corrente in aumento. Scopri come proteggere i tuoi risparmi!

Costi conto corrente in aumento. Ecco come proteggerti grazie al credito d’imposta

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Il 2022 è iniziato all’insegna dei rincari. Bollette di luce e gas sono diventate l’incubo di famiglie ed imprese (ne parlavamo già qui), ma le brutte notizie non si fermano di certo qui. Secondo l’indagine condotta da AltroConsumo su un campione di oltre 400 conti correnti, uscita proprio in questi giorni, il rincaro riguarda anche i costi conto corrente.

In particolare, questi ultimi avrebbero subito un aumento che va dal 7 al 14 per cento e che riguarda sia famiglie che pensionati. Aumenti costi conto corrente a cui presto, tra le altre cose, potrebbero aggiungersi anche quelli relativi al pagamento del canone per la carta di debito ovvero il bancomat. Per quanto riguarda i giovani, invece,  il rincaro costi conto corrente è molto più trascurabile visto che si attesta intorno all’1 per cento.

Il rincaro però non riguarda solo i conti corrente ma Inoltre in media sono in aumento i costi dei bonifici, con il +8,8 per cento per le operazioni fatte in filiale e il +5,3 per cento per le operazioni fatte on-line.

Cerchiamo di fare il punto della situazione qui di seguito.

L’aumento dei costi conti corrente

Il prezioso bacino di utenti per le banche risparmia solo i giovani. Famiglie, imprese, e pensionati hanno subito aumenti dei costi conti corrente che variano dal 7 al 14% a seconda dei casi.

Aumento costi conto corrente che devono però anche essere sommati a quelli per il canone per la carta di debito, ovvero il Bancomat. Un annuncio che va di pari passo con l’attesa della decisione dell’Antitrust che entro il 29 aprile 2022 dovrebbe accogliere o respingere la richiesta di Bancomat spa di abolire la commissione a carico del cliente sul prelievo di contante per spostarla sulla banca proprietaria dello sportello automatico. Una richiesta che, se accolta, toglierebbe visibilità alle spese sui prelievi (oggi in media di 1,49 € fra le banche che le prevedono) facendole lievitare.

A queste spese va inoltre aggiunta l’imposta di bollo di 34,20 euro per le giacenze sopra i 5 mila euro e la ritenuta fiscale sulle sulle giacenze di conto da parte dello stato che ammonta al 26%.

L’indagine di Altroconsumo

L’indagine sui rincari costi conto corrente svolta da Altroconsumo ha riguardato circa 400 fra i migliori prodotti relativi ai conti correnti offerti dalle banche. 

Da questa anali è emerso che rispetto a febbraio 2021, l’indicatore dei costi complessivi annui ICC è cresciuto del 14%. In particolare i pensionati con operatività media (189 operazioni all’anno) pagheranno circa 41 euro in più e le famiglie invece circa 34 euro in più.

Non sarà un vero e proprio salasso quindi, tuttavia questi aumenti rischiano di scoraggiare l’utilizzo dei C/C online e del web più in generale. Un effetto non propriamente in linea con la volontà oramai sempre più forte di ridurre in maniera sempre più significativa l’utilizzo del contante.

Le commissioni: su i bonifici e le carte di credito

Anche le commissioni, secondo il campione di 24 banche esaminate da Altroconsumo, sono salite.

Per i costi dei bonifici si parla di un aumento dell’8,8% per quanto riguarda quelli effettuati in filiale con una media di 4,71 €. I bonifici online invece sono aumentati del 5,26% per un costo medio di circa 40 centesimi. Per il bonifico istantaneo invece va calcolato un sovrapprezzo intorno all’euro e mezzo.

A queste commissioni si aggiunge inoltre il rincaro del canone per la carta di credito, aumentato del 7,4% e che quindi ammonterà a circa 29€.

La fedeltà non paga

Una dato sorprendente inoltre riguarda il costo dei conti correnti aperti da molti anni presso lo stesso istituto. Paradossalmente, i nuovi conti appena aperti hanno un costo inferiore rispetto a quelli aperti da più di 10 anni della metà: 113,50 euro l’anno contro i 54 euro.

Stando così le cose, forse conviene davvero cambiare servizio, magari spostandosi verso l’online visti i minori costi e la maggior praticità. Anche se cambiare servizio potrebbe non essere la soluzione migliore.

Sai quanto ti costa il conto corrente?

Quanto è costato il conto corrente quest’anno? Questa banale domanda in realtà non è poi così scontata dal momento che sono in pochi i correntisti in grado di rispondere.

La banca in realtà comunica sempre questo dato con il il “Riepilogo annuale delle spese”, un documento che riporta movimenti, spese e condizioni del conto dell’anno appena concluso. Questo documento dovrebbe arrivare ogni anno tra gennaio e febbraio, per posta o email o comunque essere disponibile nelle apposite sezioni di homebanking.

In questo documento sono contenute:

  • i costi fissi come il canone mensile del conto e quello annuale della carta di debito e della carta di credito, se chiesta alla stessa banca;
  • le spese di gestione dell’eventuale conto titoli e le spese di liquidazione interessi, che le banche applicano alla chiusura dell’anno per tirare le somme tra giacenze, interessi attivi, spese e interessi passivi;
  • spese di comunicazione, per estratti conto e comunicazioni di trasparenza, e il canone dell’home banking.

Come difendersi dagli aumenti costi conto corrente?

La strategia principale per difendersi dagli aumenti costi conto corrente e dall’aumento degli interessi sulle giacenze di questi è solo una e molto semplice: non avere giacenze sui conti correnti, soprattutto se superiori ad una certa cifra.

No, non siamo impazziti. Non avere giacenze sui conti corrente non significa dover spendere tutti i soldi che avete. Significa semplicemente investire questi soldi. Ma come?

Esiste un investimento sicuro e conveniente in grado di garantirti un guadano certo ed assicurato: acquistare il credito d’imposta.

Come abbiamo avuto modo di spiegarti infatti i costi conto corrente sono aumentati fino al 14% in questo ultimo periodo per pensionati e famiglie. A questi costi poi vanno aggiunti anche l’imposta di bollo di 34,20 euro per le giacenze sopra i 5 mila euro e la ritenuta fiscale sulle sulle giacenze di conto da parte dello stato che ammonta al 26%.Ma cosa succede per quelle giacenze più sostanziose?

Le banche applicano degli oneri finanziari passivi sulle giacenze dei conti corrente sopra i 100.000 euro. Questi oneri ammontano a circa lo 0,5% mensile, il che significa che ogni anno i conti con giacenze superiori ai 100.000 € sono soggetti ad oneri finanziari del 6%.Depositando quindi 100.000 euro, dopo un anno l’azienda si troverebbe una liquidità di 94.000 euro.

Acquistando il credito d’imposta invece, potrai eliminare questi oneri finanziari fissi che ne diminuiscono la liquidità ed effettuare un investimento certo e sicuro!

Vuoi saperne di più sulla cessione del credito d’imposta e sulle detrazioni fiscali in vigore? Clicca qui per richiedere maggiori informazioni!

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