Credito d'imposta imprese. Scopri le novità nella Legge di Bilancio 2022!

La legge di Bilancio 2022 proroga la validità del credito d’imposta imprese per gli investimenti in beni strumentali 4.0 e la Legge sabatini

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Dopo essersi fatta attendere a lungo, finalmente è stata approvata la Legge di Bilancio 2022 che contiene molte novità in merito alle misure di sostegno alle PMI e grandi aziende. Fra le novità più importanti figurano quelle che riguardano il credito d’imposta imprese. In particolare questa possibilità è stata prorogata ai prossimi anni facendo la felicità degli imprenditori.

Gli investimenti che possono far ottenere il credito d’imposta imprese sono in particolar modo quelli per i beni strumentali 4.0 ma anche altri. Ovviamente però non sono solo questi.

Prima di analizzare quali bonus coinvolge la proroga del credito d’imposta imprese nella Legge di Bilancio 2022 forse però è necessario ricapitolare brevemente il concetto di beni strumentali. Solo dopo potremo prendere in esame i bonus che di fatto riguardano questa tipologia di beni per i quali sarà possibile usufruire di un credito d’imposta imprese e di una sua eventuale cessione.

Il nostro intento infatti è quello di chiarire una volta per tutte come questi incentivi hanno a che fare con tematiche importanti come la riqualificazione energetica e l’energia rinnovabile.

Per scoprire di più continua a leggere.

Cosa sono i beni strumentali delle imprese?

Prima di esaminare i bonus per i quali sarà possibile richiedere il credito d’imposta imprese riteniamo sia doveroso approfondire il concetto di bene strumentale. La normativa in particolare, individua questi beni come quegli averi, sia materiali che immateriali che sono necessari ad imprese e professionisti per svolgere la propria attività.

Dato che sono essenziali per svolgere un attività produttiva o professionistica, possiamo presumere che questa particolare tipologia di bene venga utilizzata per molto tempo. Per questo motivo questi beni possono essere soggetti, da un punto di vista contabile, al principio dell’ammortamento. Quello che stiamo cercando di dire, è che l’investimento che un imprenditore o un’azienda sostiene per acquistare questi beni può essere spalmato su più anni deducendo la quota relativa all’anno di utilizzo.

Esistono diversi tipi di beni strumentali. Proviamo ad elencarli qui di seguito:

  • Beni mobili strumentali: possono essere classificati in questa categoria gli autoveicoli, i veicoli commerciali e industriali (es. furgoni, camion), le attrezzature e gli impianti di un’impresa produttiva, le macchine e gli arredi dell’ufficio (es. computer, smartphone, scrivanie, armadi).
  • Beni strumentali immobili: anche gli immobili (fabbricati strumentali) possono essere beni strumentali. Fanno parte di questa categoria i capannoni, i magazzini, gli uffici e i negozi sia già realizzati che da costruire.
  • Beni strumentali immateriali o immobilizzazioni immateriali. Questa categoria comprende, in particolare, i marchi, i brevetti, i diritti di utilizzo delle opere dell’ingegno come i software e gli altri diritti di proprietà intellettuale.

Credito d’imposta aziende per investimenti in beni strumentali nuovi 4.0

Il credito d’imposta aziende era già stato introdotto da misure come il Piano Industria 4.0 diventato poi Piano di Transizione 4.0. Con l’approvazione della Manovra 2022 però, la possibilità di fruire di questo credito d’imposta imprese viene prorogata e rimodulata. Rimarrà tuttavia la possibilità di cedere questo credito, cessione di cui abbiamo riportato un pratico esempio qui.

Vediamo come qui di seguito.

Beni strumentali materiali 4.0

Potranno fruirne del credito d’imposta e della sua eventuale cessione le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali materiali 4.0 tra il 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2025. In realtà la data di scadenza può essere ulteriormente prorogata nel caso in cui il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione al 30 giugno 2026.

Fra questi beni, come sottolinea l’Agenzia delle entrate, possono rientrare anche gli impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili come quelli fotovoltaici.

Il credito d’imposta imprese sarà quindi rilasciato secondo le seguenti aliquote:

  • 20% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 5% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Beni strumentali immateriali 4.0

Non solo beni strumentali materiali, ma anche quelli immateriali, come ad esempio i software possono dare accesso al credito d’imposta imprese. Per questi beni sono previste le seguenti aliquote:

  • 20 % fino al 31 dicembre 2023 per una spesa massima di 1 milione di euro. La scadenza è però posticipata al 30 giugno dell’anno successivo se entro il 31 dicembre il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione;
  • 15 % del totale della spesa per un massimo di 1 milione di euro dal 1° gennaio 2024 e fino al 31 dicembre 2024;
  • 10 % per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 e fino al 31 dicembre 2025, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

La scadenza di questo credito d’imposta imprese può però essere però posticipata al 30 giugno dell’anno successivo se entro il 31 dicembre dell’anno in cui si effettua l’investimento, il relativo ordine risulti accettato dal venditore. Inoltre  deve anche essere provato il pagamento di almeno il 20% di acconto sul costo di acquisizione del bene.

Credito d’imposta aziende per attività di R&S, innovazione e design

La Legge di Bilancio 2022, tra le altre cose, modifica la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative (art. 1, comma 45).

Fra gli aspetti presi in esame dalla Manovra 2022 che riguardano le aziende risultano in particolare i seguenti:

  • il credito di imposta imprese per la ricerca. Si tratta di una misura fondamentale per la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale che viene esteso fino alla fine del 2031. L’altra novità sta nel fatto che dal 2023 sarà riconosciuto nella misura del 10%, con massimale a 5 milioni di euro;
  • E’ prevista anche la possibilità di ottenere un credito di imposta per tutte quelle attività di innovazione tecnologica, di design e ideazione estetica. Questo sarà riconosciuto per un’aliquota massima del 10% fino a 2 milioni di € fino al 2023. Nel 2024 e 2025 l’aliquota scenderà al 5% (sempre nel limite massimo di 2 milioni);
  • il credito d’imposta per innovazione digitale 4.0 e transizione ecologica, sarà pari al 15% fino al 2022 (con un limite massimo di 2 milioni)l L’aliquota sarà invece pari al 10% (con un limite massimo di 4 milioni) nel 2023 ed al 5% (con un limite massimo annuale di 4 milioni) nel 2024 e 2025.

Bonus quotazione PMI

Con il comma 46 viene esteso ai costi sostenuti fino al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle piccole e medie imprese (PMI), istituito dalla legge n. 205/2017 (legge di Bilancio 2018).

Dal 1° gennaio 2022, l’importo massimo del bonus fruibile scende da 500.000 a 200.000 euro.

Bonus sud 2022

Dopo l’approvazione della Carta Italiana degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 da parte della Commissione Europea, la Legge di Bilancio non poteva non riprendere in esame il Bonus Sud 2022. In particolare il Bonus per il credito d’imposta imprese per gli investimenti nel Mezzogiorno che scadrà il 31 dicembre 2022.

Il bonus Sud 2022, come nelle versioni precedenti, potrà essere richiesto anche retroattivamente per gli investimenti in beni strumentali nuovi effettuati dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2022. L’agevolazione varia in base alle dimensioni aziendali pertanto possiamo individuare 3 scaglioni:

  • 25% per le grandi aziende;
  • 35% per le imprese di medie dimensioni;
  • 45% per le piccole imprese.

Per richiedere più informazioni sul credito d’imposta imprese non devi far altro che contattarci cliccando qui!

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