Decreto credito d'imposta: scopri i nuovi limiti per la cessione del credito!

Il nuovo decreto credito d’imposta introduce dei nuovi cambiamenti. Nuovo limite sulle cessioni del credito, per le sanzioni per i tecnici che asseverano il falso e sulla sicurezza.

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I correttivi al Decreto Sostegni ter non si sono fatti attendere molto e stanno trovando spazio in un testo separato dal decreto per fronteggiare il caro-bollette.

Il testo in questione, contenuto in un vero e proprio decreto credito d’imposta, affronterà il nodo delle cessioni dei crediti maturati con i bonus edilizi. Il provvedimento in questione servirà proprio per spezzare il blocco del settore edilizio. D’altronde è questo il settore che è stato maggiormente travolto dal problema delle frodi e dei sequestri di crediti fasulli e dalla stretta del DL Sostegni. In particolare quest’ultimo, come abbiamo già avuto modo di approfondire qui, limita le cessioni dei crediti derivanti da sconto in fattura o cessione ad un solo passaggio.

Ma quali sono gli aspetti che andrà a modificare questo nuovo decreto sul credito d’imposta? Si limiterà a questo aspetto soltanto oppure ne modificherà anche altri?

Abbiamo cercato di fare il punto della situazione qui di seguito.

Servirà il CCNL edilizio per ottenere i bonus

La norma contenuta nel nuovo decreto proposta dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, rientra nella bozza circolata in queste prime ore. La norma Orlando subordina la concessione dei bonus edilizi all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore stipulati dalle organizzazioni più rappresentative.

Questa misura è necessaria, come più volte richiesto dall’Ance, anche per garantire formazione e maggiore sicurezza per tutti i lavoratori dei cantieri. In particolare il testo prescrive che:

“non possono essere riconosciuti per lavori edili eseguiti da datori di lavoro che non applicano i contratti collettivi del settore edile, nazionale e territoriali, stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.

Ovviamente sarà necessario verificare che il CCNL sia approvato. In particolare, il contratto collettivo applicato deve essere esplicitamente indicato dell’atto di affidamento dei lavori e riportato nelle fatture emesse in relazione all’esecuzione dei lavori. In questo modo l’Agenzia delle Entrate potrà effettuare le necessarie verifiche avvalendosi anche e dell’Ispettorato nazionale del lavoro, dell’INPS e delle Casse edili.

Decreto credito d’imposta: il limite delle tre cessioni e l’introduzione del bollino di qualità sui crediti da maggio

La bozza del nuovo decreto sui crediti d’imposta si compone questa volta di pochi articoli. Pochi ma buoni, verrebbe da dire, visto che in realtà gli interventi in materia di crediti fiscali sono numerosi. In particolare, i crediti oggetto di modifiche non sono solo quelli legati ai bonus edilizi, ma anche i contributi per le imprese del turismo o i tour operator.

La novità più importante del nuovo decreto è però la modifica alle disposizioni del Decreto Sostegni ter che rendeva incedibile ulteriormente il credito rinveniente da cessione o sconto in fattura. Da una cessione al massimo si passerebbe a due ulteriori cessioni dopo l’esercizio da parte del beneficiario dell’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito. In totale quindi, i passaggi della cessione del credito sarebbero tre, a patto però che avvengano esclusivamente fra intermediari iscritti all’albo previsto dall’articolo 106 del Tub.

Inoltre rimangono comunque vietate le cessioni parziali dei crediti successive alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate. Il “bollino” di garanzia sul credito affinché i successivi acquirenti siano in grado di verificarne la bontà è confermato e sarà obbligatorio a partire da maggio di questo anno.

Nel testo infatti possiamo leggere le seguenti parole:

“I crediti derivanti dall’esercizio delle opzioni non possono formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle entrate”

Ed ancora:

“A tal fine, al credito è attribuito un codice identificativo univoco, da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni, secondo le modalità previste dal provvedimento di cui al periodo precedente. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano alle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal 1° maggio 2022”.

Le nuove sanzioni ed i sequestri dei crediti d’imposta

Nel nuovo decreto sui crediti fiscali viene spiegato che:

“il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso ovvero attesta falsamente la congruità delle spese, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri la pena è aumentata”.

I tecnici asseveratori quindi, qualora dichiarino il falso, rischiano con l’approvazione di questo nuovo decreto il carcere. Anche per questo motivo, per proteggersi, devono sottoscrivere una polizza per ciascun intervento che seguono con massimale gli importi degli interventi oggetto delle asseverazioni stesse.

I crediti che invece sono tati sequestrati per l’azione delle procure al lavoro sulle frodi già finiti in pancia a società quali Poste o Cdp, una volta cessati gli effetti del provvedimento di sequestro, possono comunque essere utilizzati. Ovviamente deve essere comunque rispettato il rispetto del limite annuale di utilizzo dei predetti crediti d’imposta previsto.

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