Esempio cessione del credito d'imposta. Clicca qui e scopri come funziona!

Come funziona la cessione del credito d’imposta? Proviamo a spiegarlo con un esempio cessione del credito

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Il Decreto Rilancio ha introdotto alcuni aspetti fondamentali per quanto riguarda alcune modalità con cui è possibile usufruire delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica. Sicuramente uno di questi aspetti è quello che riguarda la cessione del credito d’imposta. In sostanza si tratta della possibilità di cedere il credito d’imposta che otterresti beneficiando dei bonus fiscali a soggetti terzi in modo da ottenere una liquidità immediata. Non dovrai quindi attendere 10 anni per recuperare la detrazione in dichiarazione dei redditi, ma potrai smobilizzare il credito subito, ovviamente rinunciando ad una parte di esso che per fortuna è minima.

Ma come funziona in pratica la cessione del credito? E’ possibile spiegarlo attraverso un esempio cessione del credito?

Sappiamo benissimo che l’argomento non è tra i più facili che si possono affrontare. Per questo motivo, abbiamo deciso di fornire un esempio cessione del credito chiaro e semplice da comprendere con l’aiuto dei nostri esperti.

Pronto a scoprirlo? Allora continua a leggere!

Per quali interventi si può richiedere la cessione del credito?

Prima di fornirvi il nostro esempio cessione del credito, abbiamo ritenuto fare un breve riassunto sugli interventi che ne danno diritto. L’ articolo 121 comma 2 del Decreto Rilancio stabilisce infatti che possano accedere alla cessione del credito tutte le spese sostenute dal 2020 e 2021 per i seguenti interventi:

  • recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
  • efficienza energetica di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 e di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 119;
  • adozione di misure antisismiche di cui all’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, e di cui al comma 4 dell’articolo 119;
  • recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, di cui all’articolo 1, comma 219, della legge 27 dicembre 2019, n. 160;
  • installazione di impianti fotovoltaici di cui all’articolo 16-bis, comma 1, lettera h) del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ivi compresi gli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 119 del presente decreto;
  • installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

A chi posso cedere il mio credito?

Prima di esaminare il nostro esempio cessione del credito è anche bene ricapitolare quali sono i soggetti a cui puoi cederlo. In particolare questi soggetti sono i seguenti:

  • fornitori di beni o servizi necessari alla realizzazione dell’intervento,
  • a terzi (soggetti privati come altri condomini, società, enti o professionisti),
  • istituti di credito o intermediari finanziari.

In sostanza quindi, una volta ottenuta la detrazione, potrai cedere praticamente a chiunque il tuo credito d’imposta.

Differenza tra deduzione e detrazione fiscale

Prima di fornirti un esempio pratico di cessione del credito, abbiamo ritenuto opportuno spiegarti, sempre tramite un esempio cessione del credito, di come questa possibilità sia a tutti gli effetti una modalità di investimento.

Per farlo però dobbiamo ricordarci della differenza tra deduzione e detrazione fiscale. Eccola qui:

  • deduzione fiscale. Grazie ad essa si ottiene una base imponibile ridotta rispetto al reddito complessivo. Non sarà quindi necessaria pagare l’Irpef sull’onere dedotto.
  • detrazione fiscale. Grazie ad essa invece si ottiene un abbattimento dell’Irpef lorda. L’abbattimento sarà pari ad una determinata percentuale, a seconda del caso, dell’onere detraibile.

Ma cosa vuol dire quanto abbiamo appena riportato?

Esempio calcolo deduzione e detrazione

Proviamo a spiegarlo con un esempio mirato per farti capire meglio la differenza tra detrazione e deduzione fiscale.

Se hai un imponibile di 30.000 € ed hai diritto ad una deduzione fiscale di 1.000 € il tuo imponibile totale ammonterà quindi a 29.000 €. Considerando un aliquota fiscale del 30% otterrai un importo che subirà una tassazione di 8.700 euro.

Tasse = (30.000,00 – 1.000,00) x 30% = 8.700,00 €

Riprendendo lo stesso esempio precedente proviamo a spiegare come calcolare la detrazione fiscale. Se hai maturato un imponibile di 30.000,00 € ed hai diritto ad una detrazione fiscale di 1.000,00 €, considerando un’aliquota fiscale del 30% si ottiene un importo tassato di 8.000 euro:

Tasse = 30.000,00 x 30% – 1000,00 = 8.000,00 €

Da questo esempio avrai quindi capito che la detrazione fiscale è sicuramente più conveniente di una deduzione fiscale. Specie se l’aliquota di detrazione è molto alta come nel caso del Superbonus 110%. Ecco perché la cessione del credito è un’ottima opportunità d’investimento per le aziende come la tua, proprio come vedremo nell’esempio cessione del credito qui di seguito.

Esempio cessione del credito

E’ venuto quindi il momento del nostro tanto atteso esempio cessione del credito.

Per farlo abbiamo ipotizzato di voler usufruire del Superbonus 110% riqualificando un’unità abitativa per un importo lavori di 50%.

Usufruendo del Superbonus pertanto, potrei usufruire di una detrazione fiscale di 55.000 € da riscuotere in dichiarazione dei redditi nei successi 5 anni con una quota annuale di 11.000 €.

A questo punto ti troverai davanti a due opzioni, le seguenti.

Opzione A: ho sufficiente capienza fiscale e sufficienti risorse economiche.

Avendo sufficiente capienza fiscale e risorse economiche posso decidere di coprire con le mie risorse l’intero importo lavori.

Con l’aliquota del 110% effettuo un investimento sicuro dal momento che mi garantisce un guadagno del 10% anche se dovrò aspettare 5 anni per realizzarlo completamente. Un guadagno che però realizzerò solamente nel momento in cui dovrò pagare tasse e che quindi più che un guadagno è uno sconto sulle tasse che dovrò pagare.

Difatti prevedendo di pagare ogni anno 12.000,00 € di tasse e avendo maturato una detrazione di 11.000,00 € dovrò pagare al netto solo 12.000,000 – 11.000,00 = 1.000,00 € di tasse.

La convenienza in questo caso è quella di massimizzare l’importo dei lavori fino al limite della propria capienza fiscale. Così facendo avrò a disposizione un bonus del 10% della detrazione di tasse praticamente già pagate senza pagarne altre.

Opzione B: ho parziale capienza fiscale e parziali risorse economiche

Prima di analizzare questa opzione tramite il nostro esempio cessione del credito è necessario però fare una dovuta premessa. L’agenzia delle entrate infatti consente di dividere i pagamenti dei lavori in massimo tre rate o Stati Avanzamento Lavori (SAL).

L’importo totale dei lavori è di 50.000,00 € iva inclusa. Dividendo quindi il pagamento in tre rate ottengo un importo da pagare di 16.666,66 € a SAL.

A questo punto mi accorgo di avere disponibilità economica per coprire un singolo SAL, ma non la capienza fiscale per la detrazione. Come posso comportarmi quindi?

La soluzione in questi casi è solo una: tenermi il credito d’imposta necessario ad azzerare la mia tassazione ed ottenere un profitto del 10% e cedere la parte restante. A chi? Alle banche che di solito acquistano un credito di 110  € ad una quotazione di cerca 102. Oppure puoi deciderti di affidarti ad un intermediario finanziario come noi.

Cedendo il credito alla banca otterrò quindi la liquidità necessaria a pagare il SAL, ottenendo un guadagno netto del 2%. La banca andrà quindi a guadagnarci l’8%.

Opzione C: non ho capienza fiscale e non ho risorse economiche

Nel caso in cui non abbia sufficiente capienza fiscale dovrò come prima cosa presentare uno studio di fattibilità all’istituto di credito che interpellerò per effettuare i lavori del Superbonus. Come nella realtà anche in questo esempio cessione del credito, sarà l’istituto di credito a deliberare o meno l’intervento.

Ovviamente dovrai tenere in considerazione che l’intervento di riqualificazione energetica avrà un minimo di costi dovuto agli interessi che le banche vi applicheranno. Tuttavia si tratta di un intervento che nella maggior parte dei casi va a riqualificare e quindi a rivalutare pesantemente il tuo immobile.

Opzione D: sconto in fattura

Optando per lo sconto in fattura cederai di fatto il credito d’imposta cui hai diritto alla ditta che effettua i lavori. In cambio, l’impresa, dovrà applicare ai lavori stessi uno sconto in fattura dell’importo corrispondente ai lavori. 

E’ vero, l’impresa dovrà di fatto anticipare tutte le spese. Ma se l’impresa è abbastanza strutturata potrà beneficiare di quel famoso 10% di guadagno netto di cui parlavamo all’inizio di questo esempio cessione del credito. Come? Cedendolo a sua volta a fornitori oppure ad istituti di credito in grado di acquistarne i crediti fiscali maturati.

Affidati a professionisti della cessione del credito come Ecobonus 360!

Come avrai capito, un intervento effettuato sfruttando gli incentivi del 110% richiede estrema professionalità e attenzione. Quello che abbiamo fatto qui sopra era solo un esempio cessione del credito, la realtà è ben diversa e le conseguenze da pagare se le cose non sono in regola sono alte.

Il beneficiario della detrazione infatti infatti risulta essere sempre esposto a controlli dell’Agenzia delle Entrate dal momento che di fatto è il primo cedente. Se l’Agenzia del Fisco italiano rileva delle irregolarità si farà carico del recupero del credito. Recupero che sarà gravato da interessi e sanzioni nei confronti del proprietario dell’immobile.

Per questi motivi è sempre meglio rivolgersi a persone di fiducia e affermate nel settore proprio come noi di Ecobonus 360. Solo così avrai le giuste garanzie e la certezza di ottenere il credito d’imposta oltre a sapere come muoverti nel caso in cui tu lo voglia cedere. Rivolgersi a una società specializzata, nel fornire consulenza e nel supportare il cittadino, il professionista o un’impresa come Ecobonus360, potrà essere un valida soluzione al fine di avere la certezza effettuare la cessione del credito con l’istituto più adatto alle proprie esigenze.

Ma non solo, rivolgerti a noi ti permetterà di smobilizzare il tuo credito d’imposta in tempi sicuramente più rapidi di quanto ci riusciresti rivolgendoti alle banche!

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