Nuova rateizzazione cartelle esattoriali per il 2022. Scopri di più!

Tutte le ultime novità sulla nuova rateizzazione delle cartelle esattoriali e sulle modalità di compensazione

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Il decreto Legge n.228/202, modificato poi dalla Legge n.15/2022 e reso operativo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 49/2022 ha introdotto importanti novità rateizzazione cartelle esattoriali.

Nonostante l’acceso dibattitto che coinvolge la tanto vituperata pace fiscale, le novità in questione riguardano soprattutto le condizioni che permettono di rientrare nella rateizzazione delle cartelle esattoriali.

Fra queste condizioni spicca in particolare, la possibilità negata di presentare l’istanza per l’ammissione alla rateizzazione di tutti i debiti iscritti a ruolo per le rate non pagate della Rottamazione ter e stralcio del 14 dicembre 2021. Precisiamo inoltre che al momento non è presente nessun provvedimento adottato dall’esecutivo per salvare i decaduti dalla pace fiscale e delle definizione agevolata.

Rimane tuttavia la possibilità, per i contribuenti che abbiano piani di rateizzazione ordinari decaduti di presentare un’istanza per l’ammissione alla nuova rateizzazione cartelle esattoriali. La possibilità rimarrà in vigore però soltanto fino al 30 aprile 2022. Le nuove disposizioni non prevedono inoltre che le rate pregresse debbano essere saldate.

La nuova rateizzazione rientra nelle misure ufficializzate dall’ Agenzia delle Entrate – Riscossione. Possiamo quindi affermare che essa è stata innescata per consentire una maggiore disponibilità economica nelle tasche dei contribuenti agevolandoli nella regolarizzazione della loro posizione. Tuttavia, l’azione si è resa necessaria anche per bloccare il recupero dei crediti promosso dall’esattore del fisco con azioni di riscossione coattiva.

Abbiamo qui di seguito scritto cercato di ricapitolare le caratteristiche della nuova rateizzazione cartelle esattoriali insieme ai nostri esperti. Qui di seguito pertanto troverai informazioni come quali sono i termini per non perdere il beneficio ed i soggetti che possono attivarsi per richiedere la rateizzazione dei pagamenti.

La nuova rateizzazione cartelle esattoriali

Per quanto riguarda il rilascio del piano di rateizzazione non si registrano novità. E’ sempre infatti possibile richiederlo all’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

A cambiare sono invece gli inneschi delle condizioni che permettono di accedere ad una nuova rateizzazione esattoriale. Adesso m questa possibilità è rivolta anche a chi ha debiti pregressi a patto che presenti istanza di rateizzo entro e non oltre il 30 aprile 2022.

Le disposizioni del governo si integrano con quelle già operative; alle altre forme di rateizzazione esistente si aggiungono quindi le seguenti a seconda del valore delle cartelle esattoriali:

  • se esso non rientra nei 5.000 euro, è previsto un piano di rateizzazione non più alto di 8 rate del medesimo importo suddivise su base trimestrale;
  • qualora il valore sia più alto di 5.000 euro può essere previsto un piano di rateizzazione non più alto di 20 rate del medesimo importo, suddivise su base trimestrale.

Il contribuente dovrà inoltre regolarizzare la prima data entro 30 giorni dalla notifica di avvenuta ammissione al beneficio della rateizzazione del debito trasmesso dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Nello stesso tempo, le modifiche investono anche le rate successiva alla prima, che devono essere saldate almeno l’ultimo giorno rapportato a ciascun trimestre. Inoltre, c’è anche da considerare che le rate previste dalla rateizzazione sono soggette ad interessi che di solito ammontano al 3,5% annuo.

E’ possibile rateizzare le cartelle esattoriali anche per i decaduti dai precedenti benefici

Il Decreto Milleproroghe contiene disposizioni specifiche in merito alla rateizzazione dei debiti esattoriali, soprattutto per quei contribuenti che non hanno corrisposto i versamenti di altre rate perdendo il beneficio della rateizzazione. Costoro infatti potranno comunque presentare richiesta per un ulteriore rateizzo all’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

La nuova istanza per l’ammissione al piano di rateizzazione dei debiti esattoriali dovrà essere presentata entro e non oltre la data del 30 aprile 2022. Possono presentare la richiesta tutti i contribuenti:

  • decaduti entro il 31 dicembre 2021;
  • che hanno ottenuto la sospensione dei pagamenti delle rate delle cartelle esattoriali con decorrenza dal 21 febbraio 2020, per l’effetto delle disposizioni del Cura Italia
  • che hanno ottenuto la sospensione dei pagamenti delle rate delle cartelle esattoriali con decorrenza dal 21 febbraio 2020 o ancora nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 ed entro il 31 agosto 2021 per le Regioni della Lombardia e Veneto;
  • tutti i coloro che risultano decaduti dalle rateizzazioni richieste precedentemente e non regolarizzate nei termini.

La decadenza dal nuovo piano di rateizzo si applica a 5 rate delle cartelle esattoriali non regolarizzate nei termini, non più 10.

Cartelle esattoriali 2022: quando si decade dal beneficio

Un’altra novità introdotta sono le sanzioni che vengono spalmate sull’inosservanza degli obblighi. Chi richiede quindi il piano per la nuova rateizzazione cartelle esattoriali dovrà adempiere agli obblighi individuati insieme all’esattore. Pena, oltre al pagamento del corrispettivo dovuto, anche sanzioni ed interessi su quando dovuto.

Spieghiamo meglio più in dettaglio. Per coloro i quali risulta inadempienza leggera si applicano le disposizioni dell’articolo 3 del DL n. 159/2015, per cui l’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Per  i contribuenti disubbidienti ai pagamenti delle rate sono previste lievi sanzioni correlativa al grado di omissione dei versamenti.

Il contribuente con rate non pagate si trova quindi con un aggravio delle spese, interessi e sanzioni. Tuttavia,  la lieve inadempienza non fa decadere dal beneficio della rateizzazione. Se la rata versata è incompleta rapportata a una frazione non più alta al 3%, che non risulti maggiore del valore di 10.000 euro o, ancora, per ritardo nel versamento riferito alla prima rata per non più di 7 giorni.

In ogni caso, il contribuente può richiedere il ravvedimento operoso, regolarizzando le rate omesse, entro un termine di 90 giorni con l’aggiunta d’interessi e sanzioni ridotte.

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