Compensazione dei crediti fiscali in F-24: le regole 2022. Scoprile qui!

Compensazione dei crediti fiscali in F24, guida alle regole 2022

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Il corretto utilizzo in compensazione dei crediti fiscali è un aspetto importante e delicato. Le norme che regolano la compensazione sono infatti molto precise e prevedono una loro corretta applicazione, pena l’applicazione di pesanti sanzioni.

Quello che è chiaro per tutti è che, all’inizio di ogni anno, possono essere utilizzati in compensazione i crediti fiscali scaturiti dalle dichiarazioni fiscali relative all’anno di imposta precedente.

Ovviamente, sono le compensazioni “orizzontali” ad essere quelle con i maggiori vincoli e limitazioni. Limitazioni che riguardano soprattutto l’applicazione del visto di conformità, e all’obbligo della presentazione del modello F24 (in compensazione totale o parziale) che deve avvenire esclusivamente tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Esiste anche un “blocco” delle compensazioni che interessa i soggetti che presentano debiti erariali iscritti a ruolo. Un blocco che però, è stato abolito dall’articolo 122 del Decreto Rilancio.

Proviamo a fare chiarezza su questi aspetti qui di seguito.

La Soglia Per La Compensazione Dei Crediti Fiscali Orizzontali

L’art. 72 della Legge n. 234/2021 ha previsto l’aumento a 2 milioni di euro del limite annuo di crediti compensabili nel modello F24 o rimborsabili con procedura “semplificata“ (ex art. 34, co. 1 Legge n. 388/00).

Non vi sono inoltre modifiche per gli obblighi connessi alla compensazione orizzontale dei crediti fiscali. Gli obblighi in questione sono:

  1. L’apposizione del visto di conformità in dichiarazione dei redditi per compensazioni di importo superiore a 5.000 euro annue. L’apposizione del visto riguarda la dichiarazione dalla quale emerge il credito (o della sottoscrizione alternativa dell’organo di revisione;
  2. La preventiva presentazione della dichiarazione;
  3. L’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 contenenti la compensazione, con l’effettuazione della compensazione a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

Questa disposizione è stata introdotta al fine di incrementare la liquidità delle imprese dal momento risulta favorito lo smobilizzo di crediti tributari e contributivi attraverso l’utilizzo in compensazione orizzontale con il modello F24.

Regole per la compensazione dei crediti relative ad imposte dirette

Per i contribuenti è possibile utilizzare in in compensazione orizzontale questi crediti tramite il modello F24 ordinario. A titolo esemplificativo spieghiamo che, fra gli altri, possono essere compensati i crediti relativi alle:

  • Imposte sui redditi e alle relative addizionali;
  • ritenute alla fonte;
  • imposte sostitutive delle imposte sul reddito delle società;
  • Irap

Tuttavia, gli importi superiori a 5.000 euro annui, devono richiedere l’apposizione del visto di conformità (art. 35, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 241/1997). La compensazione del credito però, in questo caso, deve essere successiva all’invio della dichiarazione dei redditi.

E’ invece necessario apporre successivamente il visto di conformità sul modello dichiarativo per la successiva compensazione di ulteriori crediti. Il modello però deve essere trasmesso in relazione alle singole scadenze previste che ad oggi sono:

  • 31 ottobre per il modello 770
  • 30 novembre per i modelli Redditi e Irap.

Dato che però i crediti saranno determinati nell’anno successivo a quello della compilazione, suggeriamo sempre di utilizzarli con molta prudenza.

Per il versamento con modello F24 è necessario utilizzare esclusivamente i canali telematici Entrate/Fisconline messi a disposizione della stessa Agenzia.

Per quanto riguarda il visto di conformità dobbiamo sottolineare che non è richiesto in riferimento ai crediti d’imposta derivanti da agevolazioni. E’ invece richiesto per tutti quei crediti il cui presupposto è riconducibile alle imposte sui redditi alle relative addizionali.

Compensazione Dei Crediti Fiscali In Presenza Di Debiti Iscritti A Ruolo

L’ articolo 31 del D.L. n. 78/2010 prevede un blocco alla possibilità di utilizzare in compensazione i crediti fiscali relativi alle imposte erariali qualora il contribuente abbiamo pagamento arretrati superiori a 1.500 euro. Sarà possibile procedere con la compensazione di tali crediti solo dopo aver regolato la propria posizione tramite il pagamento in denaro del corrispettivo o tramite lo specifico modello F-24.

Se l’importo dei crediti spettanti è superiore al previsto limite annuo di utilizzo in compensazione nel modello F24 ordinario, l’eccedenza può essere:

  • Portata in compensazione nell’anno solare successivo;
  • Chiesta a rimborso nei modi ordinari.

L’inosservanza di tale divieto è punita con la sanzione pari al 50% dell’importo indebitamente compensato.

Tuttavia, l’articolo 122 del Decreto Rilancio, prevede espressamente che, ai crediti d’imposta maturati dalle detrazioni e quindi cedibili (ne parliamo anche qui):

“non si applicano i limiti di cui all’articolo 31, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”.

Questo significa quindi che il fatto che una persona fisica abbia dei debiti erariali scaduti non comporta il blocco all’utilizzo del credito d’imposta legato alle detrazioni cedibili. Una previsione che non riguarda solamente la prima cessione, ma anche tutte le successive, ovvero le altre due.

Utilizzo Del Canale Telematico Per Il Pagamento Dei Modelli F24 Per La Compensazione Dei Crediti Fiscali

Per presentare il modello F24 per la compensazione orizzontale dei crediti c’è inoltre l‘obbligo di utilizzo dei canali telematici previsti. Il canale è valido sia per la compensazione totale che per quella parziale e riguarda sia i titolari di partita IVA che non.

Distinguiamo qui di seguito i vai modelli F24 per la compensazione orizzontale dei crediti.

F24 A Saldo Zero

La presentazione degli F24 a saldo zero per i possessori di partita Iva e non può avvenire con i modelli telematici o tramite di un intermediario abilitato avvalendosi dei seguenti servizi:

  • “F24 cumulativo” (disciplinato da apposita convenzione con l’agenzia delle Entrate);
  • “F24 addebito unico” (provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 21 giugno 2007).

F24 In Compensazione Parziale (A Saldo Positivo)

Sono i modelli F24 contenenti crediti utilizzati in compensazione, con saldo finale maggiore di zero. E’ necessaria la distinzione fra privati e partite IVA. In particolare:

  • I titolari di p. Iva possono utilizzare solo i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate;
  • I privati possono ancora avvalersi dei servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia.

F24 Senza Compensazioni

Coloro che non sono titolari di partita IVA (“privati“) possono presentare il modello F24 per qualunque importo (anche sopra i mille euro), senza utilizzo di crediti in compensazione. La presentazione può avvenire anche in forma cartacea presso gli sportelli degli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia (Banche, Poste Italiane e agenti della riscossione).

Tutti i titolari di partita IVA hanno, invece, l’obbligo di presentare il modello F24 esclusivamente con modalità telematiche.

Blocco Delle Compensazioni Nel Modello F24 Per 30 Giorni

L ’Agenzia delle Entrate ha la possibilità di effettuare un blocco dei pagamenti F24 in compensazione per effettuare dei controlli (Legge n. 205/2017 dal 29 ottobre 2018). Il blocco, per un massimo di 30 giorni, può avvenire qualora l’Agenzia ritenga opportuno controllare l’utilizzo del credito inesistente o non spettante

Il blocco decade quando:

  • il credito risulta correttamente utilizzato;
  • sono trascorsi trenta giorni dalla data di presentazione delle delega di pagamento.

I controlli effettuati dall’Agenzia delle entrate seguono il provvedimento direttoriale 195385/2018 i cui criteri potrebbero riguardare in realtà la totalità dei pagamenti. Il contribuente sarà raggiunto dapprima da una comunicazione di avvio dei controlli e poi, entro 30 giorni, riceverà l’esito di questi controlli.

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