Sconto in fattura o cessione del credito? Clicca e scopri tutte le differenze!

Le alternative alla detrazione fiscale: sconto in fattura e cessione del credito

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Lo Stato ti mette messo a disposizione una serie di incentivi che ti permettono di abbattere i costi necessari per effettuare interventi di ristrutturazione edilizia oppure di riqualificazione energetica. Sono misure straordinarie che hanno come principale obiettivo quello di riqualificare tutto il tessuto urbanistico italiano.

Gli incentivi riguardano:

  • il Bonus ristrutturazione che ti consente di ottenere un sostanzioso 50% in sede di dichiarazione dei redditi per quanto riguarda le spese sostenute,
  • Sismabonus per interventi per migliorare la capacità di un edificio di resistere ad un terremoto senza riportare danni,
  • lEcobonus che ti dà diritto a una detrazione del 65%
  • il Superbonus con il suo sostanzioso sgravio del 110% peraltro da spalmare in soli 5 anni.

Questo significa che puoi ottenere un risparmio sulle tasse che paghi in sede di dichiarazione dei redditi. Devi anche ricordare che la detrazione va suddivisa in diversi anni e in particolare, da un minimo di 5 anni per il Superbonus fino ad un massimo di 10 anni previsto per l’Ecobonus e lo stesso Bonus ristrutturazione.

Tuttavia, il Governo, grazie al Decreto Rilancio numero 34 del 2020, non solo ha introdotto il Superbonus, ma ti ha anche messo a disposizione l‘opportunità di sfruttare queste detrazioni in maniera alternativa. Nello specifico, puoi richiedere e ottenere la detrazione sotto forma di sconto in fattura che dovrà essere effettuato dalla ditta che esegue i lavori oppure di cessione del credito verso un terzo soggetto che può essere un privato o una società (banche, agenzie finanziarie, cooperative, ecc.).

Le principali differenze tra sconto in fattura e cessione del credito

Lo sconto in fattura e la cessione del credito sono due forme differenti per sfruttare le agevolazioni fiscali che lo Stato di offre per interventi di ristrutturazione, di riqualificazione energetica e non solo, destinati alla tua casa.

Inizialmente, tutti i bonus erano stati previsti esclusivamente come detrazione fiscale da utilizzare in sede di dichiarazione dei redditi. Occorreva calcolare la detrazione spettante in ogni singolo anno e quindi sottrarla alle tasse che dovevi pagare allo stato in termini Ires e Irpef.

Recentemente, invece, il Governo ha voluto ampliare questa opportunità per offrire un’ulteriore spinta al settore immobiliare ed edile, aggiungendo due forme alternative che, per l’appunto, sono lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Lo sconto in fattura deve essere concesso dalla ditta che esegue i lavori ma è bene ricordare che non c’è obbligo in tal senso. Questo significa che la ditta può tranquillamente rifiutarsi di proporti questa opportunità e tu, ovviamente, puoi anche cambiare interlocutore.

La cessione del credito, invece, ti permette di maturare i crediti finanziari una volta terminati i lavori e, attraverso una procedura che prevede il supporto dell’Agenzia delle Entrate e l’utilizzo della piattaforma ENEA, cederli ad un soggetto terzo che può essere un cittadino privato oppure una società come una banca, una cooperativa e non solo.

Con lo sconto in fattura la somma che devi dare alla ditta e già detratta dell’agevolazione prevista per cui, se stai effettuando interventi che permettono di sfruttare il Superbonus, non dovrai pagare nulla in virtù del 110%. La ditta, dal proprio canto, potrà recuperare un ulteriore 10% da utilizzare per detrarre le proprie tasse. Ovviamente, in base alla tipologia di bonus, è previsto uno sconto massimo anche in relazione ai lavori eseguiti. Invece con la cessione del credito, dovrai anticipare tutto il pagamento dei lavori e soltanto al termine dell’intervento potrai avviare la procedura per cedere il credito ad una banca o chi per essa.

Come funziona lo sconto in fattura

Come abbiamo avuto modo già di anticiparti, lo sconto in fattura è un vero e proprio sconto sui costi che devi sostenere per l’intervento previsto secondo la percentuale dettata dalla tipologia di lavori. Quindi, effettivamente paghi alla ditta solo la parte restante che potrebbe essere anche pari a zero nel caso di Superbonus. Resta inteso che bisogna rispettare i massimali previsti per il lavoro eseguito.

L’unico svantaggio di questo genere di procedura, è quello di perdere il 10% aggiuntivo previsto dal Superbonus, che sarà sfruttato dalla ditta. Infatti, il fornitore del servizio ha facoltà di recuperare il contributo anticipato sotto forma di credito di imposta con la possibilità eventualmente anche di cederlo ad un terzo soggetto che molto spesso è la banca. Tra l’altro quando una ditta ti propone lo sconto in fattura per effettuare determinati interventi di ristrutturazione oppure di efficientamento energetico, dispone di un partner finanziario con il quale ha già stipulato un accordo per la successiva fase di cessione del credito. Questo è un aspetto importantissimo che permette allo sconto in fattura di essere funzionale alle tue esigenze di cliente, a quelle dalla ditta e soprattutto della banca che comunque guadagna una certa percentuale.

Come funziona la cessione del credito

Con il meccanismo previsto dalla cessione del credito sarai tu a dover anticipare i costi relativi all’acquisto dei materiali e alla manodopera. In pratica, paghi la fattura al fornitore del servizio e poi la trasformi in detrazione di credito da cedere successivamente ad un terzo soggetto.

Il principale svantaggio di questa opzione è quello di dover anticipare una somma che può essere anche piuttosto cospicua, per cui molte persone potrebbero essere costrette a rivolgersi già in prima battuta ad una banca per ottenere un prestito. Non a caso tanti istituti hanno previsto un prodotto creditizio pensato appositamente per chi intraprende la cessione del credito.

Con questo genere di opportunità ci sono da considerare anche altre questioni di natura economica e in particolare le spese necessarie per il visto di conformità e per l’asseverazione tecnica. Sono due i documenti che devono essere elaborati da professionisti autorizzati dallo Stato i cui costi li puoi comunque riportare in detrazione e cedere. Naturalmente, i costi per l’asseverazione e per il visto di conformità sono previsti soltanto nel caso in cui stai accedendo al Superbonus, mentre per le altre forme di detrazione non sono state esplicitate dalla legge.

Per poter arrivare al momento in cui si può fisicamente chiedere la cessione del credito ad una banca e quindi ottenere almeno in parte la somma già sborsata, devono essere state pagate le fatture relative al saldo o comunque agli stati di avanzamento dei lavori (in misura superiore al 30% di quanto pattuito) che in gergo vengono conosciuti come SAL. Occorre farsi seguire da un esperto del settore per gestire tutte le varie pratiche burocratiche previste e soprattutto utilizzare al meglio il portale ENEA e l’interazione con l’Agenzia delle Entrate.

Quale procedura scegliere?

Non è possibile definire a priori una soluzione migliore rispetto all’altra in quanto sia lo sconto in fattura che la cessione del credito ti offrono vantaggi e svantaggi.

Devi valutare rispetto al tuo caso specifico e in particolare se disponi di un certo quantitativo di denaro potrebbe essere più vantaggioso optare per la cessione del credito in quanto recupereresti anche quel 10% aggiuntivo in caso di Superbonus. D’altronde con la cessione del credito devi anticipare il denaro mentre con lo sconto in fattura paghi le spese già detratte per l’agevolazione.

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