Sisma bonus 2021 cosa è, a chi spetta, e come funziona. Ecobonus360.it

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A seguito degli eventi sismici che negli ultimi anni hanno interessato il nostro Paese, il Governo italiano ha ritenuto doveroso prevedere, con il decreto legge n. 63/2013, l’introduzione di detrazioni fiscali (Sisma Bonus) a favore di coloro che intendano applicare ai propri immobili specifiche misure antisismiche.

Pertanto, nell’ambito dei lavori di recupero del patrimonio edilizio sarà possibile realizzare interventi antisismici finalizzati alla messa in sicurezza statica degli edifici.

Gli interventi legislativi attualmente in essere, secondo quanto riportato dalle guide dell’Agenzia delle Entrate, termineranno il 31 dicembre 2022, quindi, è ancora possibile usufruire di tali agevolazioni.

Ma, vediamo nel dettaglio in cosa consiste il Sisma Bonus 2021.

Il Sisma Bonus 2021

Il Sisma Bonus 2021 prevede l’applicazione di agevolazioni fiscali per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio che vengono realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive.

Gli interventi previsti dal Sisma Bonus, inoltre, devono riguardare gli edifici collocati in zone sismiche classificate ad alta pericolosità, quindi nelle zone 1 – 2 e 3.

Fra le spese sostenute e che possono essere portate in detrazione, oltre a quelle riferibili alle opere edili, potranno portarsi in detrazione anche i costi sostenuti per gli onorari pagati a tecnici incaricati all’espletamento di perizia atta alla verifica e alla classificazione sismica sull’immobile in questione.

Quali sono i limiti di applicazione del Sisma Bonus 2021?

Il Sisma Bonus è una agevolazione fiscale a favore dei contribuenti che adottano misure antisismiche sulle unità immobiliari di loro proprietà. Il limite di spesa previsto (euro 96.000,00) deve riferirsi ad un singolo immobile e alle sue pertinenze unitariamente considerate, anche se al catasto risultato essere indicate con sub differenti.

Occorre considerare, quindi, che il limite di spesa di euro 96.000,00 è complessivo, pertanto, anche i costi sostenuti per gli interventi eseguiti sulle pertinenze collegate all’unità immobiliare principale dovranno sottostare a tale limite e non essere sommati a quelli per l’unità abitativa principale.

La risoluzione n. 147/E del 29 novembre 2017 dell’Agenzia delle Entrate, inoltre, chiarisce che per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, nel caso in cui vengano eseguite opere edili rientranti anche in un’altra detrazione fiscale, vale il principio secondo il quale l’intervento di categoria superiore assorbe quello di categoria inferiore.

Ciò significa che se nel corso degli interventi di manutenzione dell’immobile vengono eseguite delle opere rientranti in una agevolazione di percentuale maggiore, il contribuente, ancorché svolga opere finalizzate alla messa in sicurezza statica dell’immobile, potrà pretendere l’applicazione della percentuale maggiore e usufruire così di una detrazione fiscale di importo superiore.

In quale percentuale è prevista l’agevolazione fiscale per il Sismabonus?

Per gli interventi antisismici finalizzati alla messa in sicurezza statica degli edifici, dal primo gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2021 la detrazione è prevista nella percentuale del 50% delle spese sostenute.

Questo 50% deve essere calcolato su una spesa massima di euro 96.000,00. Ciò significa che lo Stato riconosce una detrazione fiscale di euro 48.000,00.

Pertanto, nel caso in cui le spese sostenute per tali interventi dovessero essere superiori al tetto massimo previsto (euro 96.000,00), la percentuale prevista non verrà applicata sulla differenza.

Quindi, se le opere previste fossero preventivate in complessivi Euro 150.000,00, lo Stato riconoscerà, al contribuente, unicamente la somma di euro 48.000,00, mantenendo fermo il tetto dei 96.000,00 euro.

Come avviene la ripartizione della detrazione fiscale per il Sismabonus 2021?

La detrazione fiscale che viene riconosciuta al contribuente che ha svolto interventi di edilizia ai fini della adozione di misure antisismiche deve essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

A chi spetta la detrazione fiscale per il Sismabonus?

L’agevolazione fiscale è prevista a favore dei soggetti passivi IRPEF (residenti o meno nel territorio dello Stato italiano) o IRES.

I contribuenti IRPEF, ovvero coloro che vengono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, possono richiedere l’agevolazione fiscale prevista per il Sisma Bonus 2021 anche nel caso in cui non siamo proprietari dell’immobile oggetto dell’intervento di recupero del patrimonio edilizio.

Infatti, il legislatore ha previsto che tale detrazione possa essere richiesta anche da coloro i quali sostengano le spese relative a detti interventi, purché se non proprietari o nudi proprietari, siano titolari di un diritto reale di godimento (uso, usufrutto, abitazione o superficie), siano locatari o comodatari, soci di cooperative divise e indivise, oppure imprenditori individuali nel possesso di immobili adibiti ad attività produttive. Per maggiori chiarimenti sui beneficiari puoi leggere anche questo nostro approfondimento cliccando qui.

Inoltre, rientrano fra i beneficiari dell’agevolazione Sisma Bonus, i familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge e il componente dell’unione civile, purché siano loro stessi a sostenere le spese relative agli interventi antisismici.

Modalità di pagamento delle spese sostenute per gli interventi edili definiti nel Sisma Bonus

Le spese sostenute per gli interventi di messa in sicurezza statica devono essere eseguiti con bonifico “dedicato”, bancario o postale da cui deve risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o partita IVA del soggetto a favore del quale il bonifico viene eseguito.

Sconto in fattura

Il decreto legge n. 34/2019, al comma 2 dell’articolo 10 ha previsto la possibilità di godere della detrazione fiscale mediante il recupero della somma relativa al 50% delle spese sostenute in 5 quote annuali di pari importo oppure per cessione del credito fiscale mediante sconto in fattura.

In sostanza il contribuente godrebbe di uno sconto in fattura immediato, pari all’importo del credito fiscale di cui dovrebbe beneficiare. Il fornitore, quindi la ditta esecutrice dei lavori, pretenderebbe, in tal modo, il pagamento del solo 50% del costo complessivo dei lavori, in quanto il restante 50% (che sarebbe la percentuale prevista dallo Stato quale agevolazione fiscale) verrebbe recuperata direttamente dall’impresa che esegue i lavori.

Il fornitore che ha effettuato gli interventi avrà, a sua volta, diritto di cedere tale credito di imposta ai suoi fornitori di beni e servizi.

Pertanto, nel caso in cui il contribuente eseguisse le opere di cui al Sisma Bonus 2021 per un importo complessivo di euro 96.000,00, avrebbe diritto ad una detrazione fiscale del 50%, quindi lo Stato sarebbe debitore nei suoi confronti dell’importo di euro 48.000.00.

Con lo sconto in fattura il contribuente non dovrà attendere cinque anni perla restituzione di tale credito, ma verrebbe immediatamente soddisfatto dalla impresa esecutrice dei lavori, la quale applicherà, in fattura, lo sconto del 50%, ovvero pari all’importo della agevolazione fiscale di cui il contribuente avrebbe diritto.

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