Smobilizzo del credito d’imposta: cosa è e come fare per ottenerlo.

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Il Superbonus 110% è una particolare agevolazione fiscale che ti permette di ottenere una detrazione appunto del 110% su quelle che sono le spese sostenute fino alla fine di questo anno in corso. Tali spese devono essere legate ad interventi effettuati sull’immobile di tua proprietà, come installazione di impianti fotovoltaici, interventi antisismici oppure operazioni di efficientamento energetico.

Si tratta di un incentivo davvero molto importante, soprattutto in vista del fatto che hai la possibilità di smobilizzare il credito d’imposta cedendolo alla banca.

Ma in cosa consiste il credito d’imposta? E soprattutto come funziona il recupero o smobilizzo del credito d’imposta? È possibile ottenere degli anticipi o dei finanziamenti dagli istituti di credito?

A queste ed altre domande risponderemo nelle prossime righe.

Credito d’imposta: cos’è?

Con la definizione credito d’imposta si fa riferimento ad una particolare situazione giuridica che prevede che il contribuente sia in “attivo” rispetto alla figura dello Stato per una determinata somma di denaro. Nello specifico caso del Superbonus 110% il credito tributario può essere usato negli anni successivi in compensazione delle imposte da versare. In alternativa, come vedremo è prevista anche la cessione del credito alle banche, il primo passo per quello che abbiamo definito come smobilizzo del credito d’imposta.

Istituti e intermediari finanziari infatti, possono essere interessati a tale acquisto per usarlo successivamente per i propri scopi di bilancio. È opportuno precisare che questa è solamente una delle opportunità previste dalla normativa sul Superbonus. Il contribuente infatti, può optare anche per lo “sconto in fattura”. In questo caso lo scopo è ottenere una riduzione dal fornitore dei servizi a cui viene ceduto il credito d’imposta.

Cessione del credito d’imposta

In funzione dell’indubbia utilità di un servizio da proporre ai propri clienti, moltissimi istituti di credito hanno predisposto delle offerte dedicate proprio al Superbonus 110%. In questo modo le banche permettono loro di cedere i crediti d’imposta legati sia all’avanzamento che al completamento dei lavori. Il beneficio che deriva da questa possibilità è evidente e assolutamente da non sottovalutare.

Il cliente bancario infatti, può incassare il corrispettivo che deriva dalla suddetta cessione del bonus, chiaramente secondo alcune condizioni economiche precise previste dai contratti con il rispettivo istituto. Le alternative che si stanno facendo strada in tal senso sono duplici. Da una parte infatti, il cliente può cedere il credito d’imposta alla banca secondo quanto spiegato in precedenza.

In altre parole può ottenere il corrispettivo spettante direttamente su conto corrente (ecco perché questo processo è anche chiamato chiamato smobilizzo del credito d’imposta). Il vantaggio in questo caso risiede nel non dover evitare le tempistiche legate al recupero dei crediti fiscali attraverso le quote annuali, come previsto proprio dalle attuali normative. In alternativa il cliente ha anche un’ulteriore possibilità, ovvero quello di integrare il credito d’imposta mediante un finanziamento.

In questa ipotesi, l’istituto si rende dunque disponibile per la cessione del credito offrendo l’apertura di una linea di credito al cliente, che a sua volta potrà utilizzare l’importo ottenuto per affrontare le spese legate agli interventi. Il rimborso di tale finanziamento quindi, avverrà proprio grazie alle somme derivanti dalla cessione del credito. Come detto, si tratta di una duplice possibilità offerta alla clientela per lo smobilizzo del credito d’imposta.

Sconto in fattura o cessione del credito: quale scegliere?

Per lo smobilizzo del credito d’imposta il cliente ha una duplice possibilità: lo sconto in fattura o la cessione del credito. Ma quale delle due è la più conveniente?

Prima di fornire una risposta è opportuno chiarire cosa avviene con lo sconto in fattura. Attraverso questa opzione il cliente cede al proprio fornitore dei lavori il proprio credito. Quest’ultimo molto probabilmente lo cederà alla propria banca.

Grazie a questa cessione, che si concluderà monetizzando il credito, il fornitore dei servizi ha la possibilità di concedere sconti anche piuttosto sostanziosi ai suoi clienti, in alcuni casi anche superiori a quanto in realtà sarebbe possibile ottenere rivolgendosi direttamente al proprio istituto di credito. Ovviamente questo non significa che lo sconto in fattura sia necessariamente la scelta migliore da fare.

Il consiglio dunque, è quello di valutare con molta attenzione caso per caso, senza saltare a conclusioni affrettate, per determinare quale potrebbe essere la migliore direzione da prendere. Questo significa che sarebbe opportuno richiedere un preventivo ad entrambe le figure in gioco, quindi il fornitore dei lavori e la propria banca, al fine di determinare quale possa essere sotto il profilo economico la migliore opzione.

Superbonus 110%: come avviene la cessione del credito

Con la cessione del credito d’imposta senza aprire una linea di credito con la banca, il cliente si limita a presentare la documentazione richiesta. Dopo le fisiologiche tempistiche di gestione della pratica, l’importo verrà accreditato sul conto, chiaramente al nette di quelle che sono le spese e gli interessi percepiti dall’istituto di credito. Nella seconda ipotesi invece, verrà formalizzata la concessione di una linea di credito vera e propria.

Tale linea verrà concessa al cliente per pagare le varie fatture relativi ai lavori effettuati. In seguito la linea di credito verrà rimborsata attraverso il ricavato del credito fiscale precedentemente ceduto all’istituto stesso. Per spiegare il concetto con parole semplici, possiamo dire che si tratta di un anticipo che la banca concede al cliente, che verrà estinto mediante l’operazione di cessione.

Inutile sottolineare che se le banche sono particolarmente interessate alla cessione del credito d’imposta, non è solamente per offrire un servizio alla propria clientela, ma perché chiaramente ne hanno un ritorno economico, fatto di commissioni e interessi. Stabilire il costo finale di questo tipo di pratica non è chiaramente possibile, dal momento che ogni banca adotta le sue politiche in merito.

Ciò che è possibile dire però, è che al momento i vari istituti si stanno muovendo tutti in maniera molto simile tra loro, andando ad erodere in buona parte quello che è il surplus oltre il 100%. In parole povere, le banche stanno “comprando” i crediti fiscali al 110%, concedendo ai loro clienti il 100%. Come detto, non si tratta di una regola ma di una tendenza dei vari istituti.

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