Bonus facciate 2021: scopri tutto quello che devi sapere per ottenerlo!

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Tramite il bonus facciate, una detrazione fiscale che è in vigore dal 2019, è possibile operare delle ristrutturazioni detraibili al 90% per alcuni interventi che riguardano gli aspetti esterni delle abitazioni. Il tutto in ottica di un progetto di recupero del decoro urbano e del patrimonio architettonico voluto dal Governo. Un progetto che, negli ultimi anni, si è inserito inserisce all’interno di un’ottica che vuole portare il Paese verso una transizione ecologica massiccia.

Al netto di alcuni limiti derivanti dalle limitazioni agli interventi agevolabili e ad altri relativi al rispetto delle zone catastali, il bonus facciate 2021 è oggi uno dei preferiti dai contribuenti e da tutti coloro che devono ristrutturare casa, vista la possibilità ammessa dal Decreto Rilancio di poter operare anche su questo la cessione del credito e\o lo sconto in fattura. 

Grazie alle recenti innovazioni legislative, il bonus facciate è stato prorogato per tutto il 2021. La Legge di Bilancio ha infatti previsto la proroga che, unita ad alcune importanti novità relative alle zone di ubicazione dell’edificio, sarà fondamentale nel panorama delle imprese edili italiane poiché darà una mano ad aumentare le opportunità lavorative di un settore che sta soffrendo fortemente la crisi pandemica. Fondamentale, quindi, avere un vademecum sul bonus facciate, come questa guida.

Quali sono gli interventi del bonus facciate 2021?

Per accedere al bonus facciate 2021 è molto importante puntualizzare che, a differenza di altri bonus fiscali, per questo non ci sono limiti di spesa massimi. Per questo motivo, è possibile aggiungere molte spese e utilizzare anche i migliori materiali presenti sul mercato perché, rispettando tutti gli altri requisiti, non c’è il rischio di perdere il beneficio a causa di controlli o di errori nei calcoli. Da un punto di vista squisitamente legislativo, la Legge che ha introdotto il bonus facciate prevede il rispetto di 3 regole fondamentali, molto più larghe e facilmente interpretabili rispetto al Superbonus 110%:

  • L’edificio deve essere collocato nelle zone catastali, consultabili e variabili da Comune a Comune. Le definizioni precise sono indicate dal Decreto Ministeriale 1444\68, in ogni caso corrispondono più o meno alle zone residenziali;
  • La facciata su cui operare deve essere visibile da strade di pubblico uso. Sono pertanto escluse facciate e balconi visibili solamente da cortili o strade private;
  • Rifacimento dell’intonaco, con la puntualizzazione che per poter usufruire della detrazione il rifacimento deve interessare almeno il 10% della superficie disperdente opaca della facciata.

Se vengono rispettati questi tre criteri è possibile accedere alla detrazione.

I lavori ammessi dal bonus facciate 2021 sono relativi dunque a tutto ciò che riguarda la facciata come la tinteggiatura. Inoltre, è possibile rifare integralmente i balconi, il loro piano di calpestio e la riverniciatura ex novo delle intelaiature in metallo dei balconi. Insomma, tutto quello che riguarda le facciate, con un solo piccolo appunto: nel bonus facciate 2021 non rientrano gli infissi.

Per sostituire questi ultimi, usufruendo di una detrazione fiscale, è necessario rivolgersi ad altri bonus come ristrutturazione o efficientamento energetico, in particolare il bonus casa 50% e Ecobonus 65% o 50%.

Chi può accedere al bonus facciate 2021?

Sono ammessi ad usufruire della detrazione:

  • Persone fisiche e gli esercenti attivi di arti o professioni;
  • Enti Pubblici e privati a condizione che non svolgano attività di impresa o commerciale.
  • Associazioni di Professionisti;
  • Tutti i contribuenti che si sostentano tramite reddito d’impresa.

Nota bene che, in deroga a quanto affermato, la detrazione del bonus facciate 2021 è esclusa per i contribuenti i cui redditi sono soggetti alla tassazione separata o all’imposta sostitutiva come ad esempio le partite IVA a regime forfettario, che non hanno redditi imponibili come chiarito dall’AdE nell’interpello n.397 del 23 settembre 2020

In ogni caso è necessario che il contribuente detenga a qualsiasi titolo l’immobile che sarà oggetto di lavorazioni. Il titolo abitativo, che non deve necessariamente corrispondere alla proprietà ma può essere anche una locazione, comodato o possesso, deve risultare antecedente all’inizio dei lavori, pena la perdita della possibilità di accedere al bonus facciate 2021.

Accedere a bonus facciate fuori dalle zone A e B

La legge individua come zone su cui è possibile eseguire queste lavorazione la A e la B. Queste zone sono agglomerati urbani che hanno determinate caratteristiche. In particolare, si parla di zone a carattere storico, artistico o di pregio ambientale; la zona B, invece, comprende aree che sono edificate con un indice di superficie coperta minore di 12,5%.

In ogni caso è impossibile accedere al bonus facciate 2021 al di fuori di queste due zone, con una sola piccola deroga ammessa dalla Legge. Secondo quanto precisato dal Ministro Villarosa, è possibile utilizzare il bonus facciate 2021 fuori dalle zone A e B solo nel caso in cui il Comune su cui sorge l’immobile non abbia nessuna zona qualificata come A e B.

Nello specifico, in assenza di aree A e B, sarà dunque possibile presentare al Comune formale richiesta in cui si comunica l’intenzione di iniziare un lavoro con Bonus Facciate. Quest’ultimo valuterà la possibilità di acconsentire o meno alla richiesta in base alle peculiarita ed equipollenza del territorio alle lavorazioni che si vogliono effettuare.

La cessione del credito del bonus facciate per i lavori precedenti al Decreto Rilancio

Nonostante la cessione del credito sia stata introdotta nell’ordinamento con il Decreto Rilancio del 2020, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la possibilità di accedere a questa opportunità è possibile anche per i lavori iniziati dal primo gennaio 2020. La risposta è arrivata a seguito di interpello ordinario.

Per questo motivo, è possibile affermare che per il bonus facciata 2021 è possibile operare lo sconto in fattura e la cessione del credito. In questo modo, il contribuente che ha diritto al bonus facciata può richiedere una detrazione IRPEF pari alle spese sostenute per almeno 10 anni dall’anno successivo a quello della maturazione del credito d’imposta. In caso non gli interessi, può effettuare cessione del credito ad una banca oppure istituto di credito.

Infine, ed è questo il caso più importante, il contribuente può chiedere all’impresa lo sconto in fattura per le lavorazioni, cedendogli il credito d’imposta. In questo modo il contribuente potrà usufruire subito dell’agevolazione, senza necessità di aspettare di ridurlo in 10 anni oppure cederlo alla banca. Sarà alla fine compito dell’impresa che riceve il credito decidere cosa farne: in caso di sconto in fattura, il cliente dovrà necessariamente effettuare il pagamento tramite bonifico parlante, riportante la dicitura legislativa che ammette lo sconto, il codice fiscale del beneficiario e la partita IVA dell’impresa.

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